Cartizze

Siamo nel cuore del Veneto, nell'area del Valdobbiadene, un luogo che non può in alcun modo essere separato dal Prosecco. Il microclima che contraddistingue questa zona presenta caratteristiche uniche e particolarmente favorevoli alla coltivazione della vite: i freddi venti provenienti dalle alte vette dolomitiche, qui si incontrano con le miti brezze che nascono dall'Adriatico e accarezzano le colline di origine morenica e rocciosa, la cui composizione calcarea favorisce il veloce drenaggio delle acque.

Cartizze è un piccolo fazzoletto di terreno, poco più di cento ettari di ripide colline all'interno della Doc Prosecco; un reticolo infinito di vigneti di uve Prosecco ricama le curve sinuose di un paesaggio unico, di recente iscritto dall'Italia nella lista dei candidati a divenire patrimonio mondiale dell'Unesco. Le uve di Glera utilizzate per produrre il Cartizze vengono raccolte tardi, a ottobre, quando i grappoli mostrano i primi segni di appassimento naturale. Assieme al terreno particolarmente calcareo della collina e alla sua esposizione ottimale al sole, la vendemmia tardiva costituisce uno dei segreti che rendono ineguagliabili i profumi e i sapori di questa inimitabile eccellenza spumantistica italiana.

Come per la quasi totalità delle bollicine prodotte in questa zona, anche la spumantizzazione del Prosecco superiore di Cartizze avviene seguendo il Metodo Charmat, che prevede la rifermentazione per presa di spuma in autoclave. Il Cartizze si differenzia dal prosecco base sia per la maggiore intensità degli aromi che per la gradazione alcolica che risulta essere leggermente superiore. Il colore è giallo paglierino carico e i profumi ricordano mela, pera e l'albicocca. Il sapore è leggermente sapido e le bollicine hanno un perlage particolarmente fine e persistente.

Il Disciplinare prevede che il Cartizze nasca unicamente dalle uve vinificate all'interno del Comune di Valcobbiadene. Ottimo come aperitivo, è eccezionale con la pasta frolla, le crostate alla frutta, i dessert cremosi e i dolci al cucchiaio.

Seguiamo ora la nostra sommelier Adua Villa nella sua videodegustazione guidata del Cartizze: "Questo è stato uno dei vini più amati durante l'impero romano. Il vino colpisce per la luminosità che sprigiona nel bicchiere: la trasparenza è quasi ipnotica. Qui troviamo note di gelsomino, di mela, ma anche di pera, molto particolare. Quando si beve il Cartizze si rimane incantati dalla sua piacevolezza e la sua finezza che ritroviamo nel suo perlage".

Vino consigliato:
Conegliano Valdobbiadene Docg superiore di Cartizze Tenimenti Dogali
(CONAD).

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