Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC

Quella dei lambruschi (discendenti della Vitis Lambrusca selvatica, dal latino labrum, margine e ruscum, campo coltivato) è una famiglia di vitigni che comprende diverse sottovarietà: Sorbara, salamino, marani, maestri, montericco…In particolare il grasparossa, così chiamato perché il graspo in autunno si arrossa come le foglie, nasce nel circondario di Castelvetro, sui colli a sud di Modena, ed ha una fama antica. Francesco Aggazzotti, nel 1867, ne tesse così le lodi:” Uva di merito speciale, tipo dei lambruschi di colle; sola dà un vino molto sapido e di colore fosco carico, con un grato profumo di mandorla e di persico”. Dei tre Lambruschi DOC del Modenese (Grasparossa, Sorbara e Salamino di Santa Croce) il Grasparossa di Castelvetro riscuote il maggiore interesse anche sui mercati esteri grazie al suo intenso aroma fruttato.
Deriva per almeno l’85% dalla varietà grasparossa, con possibile aggiunta di altri lambruschi, fortana e malbo gentile. Le uve raccolte tardi, verso la fine di ottobre, vengono diraspate e vinificate “in rosso”, con 72 ore di macerazione delle bucce dal mosto; la leggera presa di spuma (fino a 2,5 bar di sovrapressione) si svolge in autoclave, con aggiunta di succo concentrato di lambrusco; il vino viene quindi refrigerato, e passa in bottiglia senza perdita di pressione (imbottigliamento isobarico).

Vino consigliato:
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC Saccamore (Conad) ha spuma cremosa; colore porpora lucido; profumo fragrante di frutti di bosco (lampone, mora e ribes); sapore garbatamente fruttato, frizzante e schietto, con piacevole fondo di frutta matura.
Abbinamento: salame di Felino, salsicce, cotechino, zampone, tortellini di Modena, tagliatelle al ragù, carni a lesso o in umido, Asiago Pressato, Gorgonzola dolce, provolone Valpadana. Da provare anche con pasticceria secca e frutta non acida (fragole, pesche).
Servizio: va bevuto giovane, a 12° C

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