Langhe e Roero, terre d'eccellenza

Per secoli duchi e sovrani si sono contesi la città di Alba, con il territorio circostante diviso tra Roero a nord e Langhe a sud, prima del suo passaggio definitivo al Regno sabaudo e quindi allo Stato italiano. È noto, infatti, il valore di questa regione: chi la conosce sa bene che si tratta di una terra di rara bellezza e soprattutto produttrice di frutti straordinari, come quei grandi vini la cui prima menzione risale addirittura al XIV secolo. Un vero paradiso per gli amanti della buona tavola ma anche, proprio in virtù del suo burrascoso passato, una meta ideale per chi vuole compiere un viaggio nel tempo.

Agli appassionati di storia la città riserva il fascino del centro storico medievale, sul quale svettano una decina di torri, resti di quel massiccio sistema difensivo per il quale il borgo si guadagnò il nome di Città delle cento torri. Tra i luoghi che, nel centro storico, meritano una visita, spiccano gli edifici sacri: il duomo di San Lorenzo e la chiesa di San Domenico, d’impianto gotico anche se rimaneggiati più volte nel corso dei secoli. Spostandosi nei dintorni, non si può rinunciare a un tour tra i castelli arroccati sulle colline, evocatori di tante battaglie e di tanti fasti; alcuni tra i più suggestivi si affacciano sulla valle del Tanaro, il fiume che separa il Roero dalle Langhe.

Una straordinaria concentrazione di eccellenze si offre al turista del gusto. La Barbera d’Alba, il Barolo, il Dogliani, il Dolcetto d’Alba, il Nebbiolo d’Alba sono solo alcuni dei pregiatissimi vini protetti dalle certificazioni Doc e Docg che rappresentano il vanto della zona... e non l’unico vanto: altrettanto rinomati sono i tartufi, già nel Settecento richiesti dalle corti di tutta Europa. Oggi primeggia nelle cucine di tutto il mondo, re indiscusso, il preziosissimo tartufo bianco, reperibile quasi esclusivamente nell’Italia centro-settentrionale (al di fuori, soltanto in Istria); gli fanno da alfieri il tartufo nero pregiato e lo scorzone. Non va dimenticata poi la coltura della nocciola Piemonte Igp, o tonda gentile trilobata, un altro prodotto che fa onore alla regione: per le sue numerose qualità organolettiche e la sua ottima resa, infatti, questa varietà, tutelata dal marchio Igp, è da tutti considerata la migliore in assoluto.

Se desiderate perdervi in questo mondo di sapori e tradizioni, vi consigliamo di soggiornare in uno dei numerosi agriturismi presenti sul territorio: le antiche cascine ristrutturate, abbracciate dai filari di viti sulle colline, sono la cornice ideale per la degustazione dei prodotti tipici e il punto di partenza per itinerari attraverso la natura. Il percorso narrato alla ricerca del tartufo, assieme al trifolau e al suo fidato cane, tra i silenzi e i profumi del bosco, sarà una delle esperienze più emozionanti. Se poi cercate il formidabile colpo d’occhio da fotografare e scolpire nella memoria, quale idea migliore di un volo in mongolfiera?

Chi invece preferisce alloggiare nel cuore medievale di Alba può affittare una camera di Palazzo Finati (via Vernazza, 8; tel. +39 0173 366324; fax  +39 0173 33836; albergo@palazzofinati.it), prestigiosa dimora di inizio Ottocento che espone nelle sue stanze alcune opere dei migliori pittori della zona, tutte in vendita. Tra i ristoranti, segnaliamo Dulcis Vitis (via Rattazzi, 7; tel. +39 0173 364633; cell. +39 335 8248152; prenotazioni@dulcisvitis.it), che a sua volta ha sede in una dimora signorile nel centro storico della cittadina: qui lo chef Bruno Cingolani mette la sua arte al servizio dei prodotti del territorio, valorizzandone l’alta qualità, e attraverso la cucina a vista potrete scoprire i segreti dei suoi piatti.

Un ultimo consiglio: non lasciatevi sfuggire le occasioni più ghiotte per visitare le Langhe e il Roero, le grandi fiere delle mezze stagioni, che con i loro colori esaltano la magia di queste terre. La Fiera Nazionale Vinum, in primavera, e la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, in autunno, sono scintillanti vetrine per i più celebri prodotti locali. Li conoscerete da vicino attraverso laboratori, incontri, degustazioni… e magari deciderete di acquistare questi souvenir di enorme valore e di un genere raro, da assaporare una volta tornati a casa.

di Roberta F. Galimberti

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