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Meno grassi, sodio e zucchero nel carrello degli italiani

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Vogliamo spendere di meno e meglio. È questo il messaggio chiaro e forte che gli italiani mandano al mondo del largo consumo. Il consumatore 2.0. si differenzia, del resto, dal suo predecessore per un’attenzione sempre maggiore agli aspetti salutistici del cibo, agli sprechi e alla provenienza dei prodotti

Vogliamo spendere di meno e meglio. È questo il messaggio chiaro e forte che gli italiani mandano al mondo del largo consumo. Il consumatore 2.0. si differenzia, del resto, dal suo predecessore per un’attenzione sempre maggiore agli aspetti salutistici del cibo, agli sprechi e alla provenienza dei prodotti.
 
Secondo i numeri di Nielsen (azienda leader nell’ambito delle misurazioni di marketing) in particolare sarebbe determinante al momento dell’acquisto l’assenza di colesterolo nei cibi (per il 35% degli intervistati), di grassi (29%), di sodio (28%), di zucchero (27%) e di calorie (22%). Gli italiani mostrerebbero inoltre un significativo interesse anche nei confronti delle porzioni controllate (21%), senza carboidrati (18%), a basso contenuto di fruttosio (16%), senza caffeina (16%) e senza glutine (11%).
 
«Di fronte a uno scenario di questo tipo – sottolinea Giovanni Fantasia (Nielsen) dal palco di Repubblica delle Idee di Genova – è necessario che produttori e distributori siano consapevoli del cambio di mentalità degli italiani, influenzato in modo decisivo dalle nuove generazioni. Sono circa 8,4 milioni di utenti attivi su Internet che, rispetto ai tradizionali luoghi comuni, dimostrano di essere fortemente razionali ma soprattutto determinanti nelle scelte di acquisto all’interno della famiglia».
 
La crescente domanda da parte del consumatore di cibo italiano, sano, poco calorico e privo di grassi è un fattore che non può essere trascurato dalla grande distribuzione. Sono i dati, d’altronde, a parlare. Nell’ultimo anno sono cresciuti svariati prodotti leggeri e più facilmente digeribili come patatine e formaggi light (fatturato pari a 25 milioni di euro, +10%), latte senza lattosio (477 milioni di euro, +15%) e lavorati senza glutine (101 milioni di euro, +31%).
 
«Il punto chiave – ha sottolineato Francesco Pugliese, ad di Conad, sul palco Repubblica delle Idee insieme a Giovanni Fantasia per spiegare i nuovi trend del mercato nel largo consumo - è che oggi non si può più prendere in giro il consumatore. La competizione nel nostro settore si gioca sulla trasparenza, sulla tracciabilità dei prodotti e su un rapporto di interazione costante con il cliente, che chiede prima di tutto al distributore di essere informato».
 
Fonte: Osserva Italia 

di Alessandra Cioccarelli


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