Tropea sulla costa degli dei

Entrare nel percorso umano e nella cultura della Calabria attraverso il piccolissimo borgo di Tropea, considerato uno tra i più piccoli comuni d'Italia per superficie territoriale, significa fare un tuffo nell’azzurro mare che lo circonda e avvolge con miti, storie, leggende e verità.

Definire con precisione le origini di Tropea è alquanto difficile, ma il mito ha ancora oggi la sua parola da dire e larga voce in capitolo. La vera storia inizia in epoca romana, quando lungo la costa Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano. Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, il borgo ebbe da sempre un ruolo importante, sia in epoca romana sia in seguito sotto l'occupazione saracena e, ancor più, sotto i Normanni e gli Aragonesi. Ma ci piace anche pensare come fondatore Ercole, che reduce dalle sue fatiche africane, nel suo viaggio attraverso l'Italia impose a questa perla il nome  di Tropea quale omaggio al soprannome di Giunone, dea che lo aveva nutrito con il suo latte nella fanciullezza.

Itinerario culturale e artistico per Tropea

In questo piccolo borgo, Tropea, oltre al diletto che il mare cristallino può offrire, si può unire un inaspettato itinerario culturale, artistico e paesaggistico di grande interesse e valore. Maestosa e austera su una vasta rupe di rocce, la parte antica della città è adagiata a picco sul mare. La piazza principale dedicata a Ercole gode di un maestoso affaccio su antichi palazzi nobiliari dall'aspetto aristocratico.
Notevole è la cattedrale normanna di Tropea, costruita intorno al 1100, ma il vero simbolo di Tropea è il santuario della Madonna dell'Isola, collocato su uno spuntone di roccia ai piedi della Tropea, dove si venera la della Madonna col bambino.
Esistente sin dall'anno 370 d.C., la chiesa di origine basiliana, rifatta in epoca gotica, è stata per secoli il rifugio di eremiti e naviganti. Narra la tradizione che una barca non riuscisse più a prendere il largo dopo essere stata tirata a secco dietro lo scoglio chiamato oggi isola. La nave rimase immobilizzata fino a quando, posta sul suolo dello scoglio la statua lignea della madonna che essa trasportava, riuscì a disincagliarsi e a riprendere il mare scomparendo all'orizzonte verso la sua meta. La notizia della statua si sparse velocemente in città e il sindaco, assieme al Vescovo, scesero a vedere il risultato di un tanto miracoloso evento. Decisi a far sistemare la madonna in una piccola grotta che si apriva nel masso roccioso, chiesero ad un falegname di segare i piedi della statua, che era di poco più grande della nicchia alla quale era stata destinata. La sega si spezzò non appena venne a contatto con la statua della Madonna mentre il falegname restò paralizzato alle braccia. Pare che anche il vescovo e il sindaco, rei di aver ordinato un gesto tanto dissacrante, siano caduti morti. La madonna però, per rimediare alla tragica situazione legata all'arrivo della sua statua, fece in modo che il posto dove avevano poggiato i piedi della statua divenisse un luogo ove dimostrare il suo grande amore ai fedeli sofferenti. Il santuario oggi è raggiungibile tramite una ripida scalinata ricavata nella stessa roccia dell'isolotto, e intorno a sé è visitabile uno splendido giardino ricco di piante mediterranee che lo avvolge in un verde mantello sfumante nell’azzurro intenso del mare.
Avventurandosi all'interno del centro storico della cittadina si possono scoprire piccole botteghe di noti artigiani del legno, del ferro, dei tessuti e della terracotta. Particolarità di Tropea sono i suoi portali, ognuno diverso dall’altro. Passeggiando per le vie è impossibile trovarne due uguali tra loro per forma o materiale della pietra con cui sono stati costruiti. Nell’Ottocento era il modo con cui le famiglie che vi abitavano potevano dimostrare la propria nobiltà e ricchezza. Le pietre per costruirli erano importate da luoghi molto lontani, e più lontana era la provenienza, più ricca e potente dimostrava di essere quella famiglia.

La Cipolla rossa di Tropea

I prodotti tipici di questa terra calabra sono molti, ma la regina indiscussa e conosciuta nel mondo è senza dubbio lei, la cipolla rossa di Tropea. Importata dai Fenici 2000 anni or sono ed esaltata nelle doti anche da Pablo Neruda in una sua poesia, questa cipolla ha una dolcezza particolare che la contraddistingue e la rende particolare e unica. Il clima mite e i terreni sabbiosi in prossimità del mare in cui cresce, ne fanno un bulbo ricco di glucosio, fruttosio, potassio, sodio e vitamine. Ma oltre a rendere gustose parecchie pietanze della nostra cucina, ha alte qualità terapeutiche nel campo cardiovascolare, riduce il colesterolo cattivo, lasciando invariato quello buono e i trigliceridi nel sangue.

Ecco le ricette più sfiziose con la cipolla di Tropea Igp: di Enzo Di Monte

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