Aglio storico di Caraglio

Nella zona pedemontana della Valle Grana, una valle piemontese della provincia di Cuneo, si trova un piccolo comune che ha tra le sue virtù quella della coltivazione dell'aglio, il comune di Caraglio. Qui gli inverni sono molto rigidi e ricche di neve e l'estate è fresca e mai afosa. Questo tipo di clima è molto favorevole per la coltivazione dell'aglio e dona agli spicchi un sapore delicato e li rende anche facilmente digeribili. Non è solo il clima a rendere speciale questa varietà di aglio, le sue particolarità sono conferite anche dal tipo di territorio locale che è povero di solfati. L'aglio di Caraglio, chiamato anche l'oro bianco di Caraglio, si semina in autunno entro il 2 novembre, si raccoglie il 24 giugno giorno di San Giovanni, viene venduto a partire da agosto e viene coltivato come dice la tradizione: niente prodotti chimici, niente macchinari, qui l'aglio si raccoglie a mano e i terreni sono sottoposti a rotazione triennale dove l'aglio lascia spazio a lenticchie, fagioli, segale e frumento, oltre a patate e cavoli, ma anche a prodotti molto particolari come la patata piatlina, il barbarà e il mais pignolet. Il concime che viene utilizzato per il terreno viene dagli allevamenti di Castelmagno. La pianta dell'aglio di Caraglio è una pianta molto vigorosa con bulbi piccoli e spicchi striati di rosso. I bulbi vengono fatti essiccare, in un luogo asciutto e ventilato ma mai alla luce diretta del sole, dopo la raccolta sui graticci e poi vengono confezionati a mano. L'aglio di Caraglio è un aglio molto delicato sia come sapore che come aroma. il bimestre estivo di riposo (dal mese di giugno ad agosto) permette l'essiccazione naturale e decreta la differenza qualitativa del prodotto, che perde sì metà del suo peso iniziale ma permette la stabilizzazione permanente dei bulbi. 
Queste sue caratteristiche, e in particolare la persistenza del gusto lo rendono perfetto per alcuni piatti come la bagna cauda, dove è d'obbligo anche il peperone di Carmagnola IGP, o il bagnetto verde, che il nostro chef Beppe Sardi vi insegna a fare alla perfezione, ma anche la salsa aioli
Visto che la coltivazione di questo aglio era affidata alla tradizione famigliare, la produzione dell'aglio di Caraglio ha rischiato di estinguersi. Ma per fortuna è iniziata una lenta ripresa che punta alla conservazione delle sementi. Tra gli obiettivi del Presidio c'è quello di incentivare la ripresa della coltivazione dell'aglio anche in aree che ora sono incolte, coinvolgendo nuovi produttori. 

Aglio storico di Caraglio

Oltre all'aglio di Caraglio esiste anche un aglio storico di Caraglio, aglio che viene coltivato a partire dai semi autentici. Grazie a una famiglia di Caraglio è stato possibile recuperare l'ecotipo originario di quest'aglio e ogni anno i produttori si scambiano il seme dopo aver selezionato gli spicchi più belli. L'aglio da queste parti è un affare serio e viene celebrato con due feste popolari che si celebrano una la terza domenica di novembre e l'altra il 23 giugno, alla vigilia della festa di San Giovanni quando invece inizia la raccolta. In questa occasione in produttori donano a tutti i bambini nati da poco una testa d'aglio come buon auspicio. I soci della Consorzio sono circa una ventina e producono un raccolto annuale di circa 23 tonnellata. L'aglio storico di Caraglio oltre a essere buono vanta anche proprietà antibatteriche, diminuisce colesterolo e pressione sanguigna e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. 
 

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