Brachetto d'Aqui DOCG

Il Brachetto è un vitigno aromatico probabilmente originario del Monferrato. Forse il vinum Acquense dolce e aromatico, citato in epoca romana da Plinio per i suoi (presunti) poteri  afrodisiaci derivava proprio dal Brachetto. Coltivato prima sulle colline di Acqui Terme, nell’Alessandrino, si è diffuso in varie zone del Piemonte a partire dal XV secolo. La prima descrizione ufficiale del vitigno è stata fatta nell’Ottocento dall’ampelografo Giorgio Gallesio. Il Brachetto ha grappoli cilindrici, di media grandezza, con acini di colore nero violaceo; molto ricco di aromi (soprattutto di rosa) matura tra la prima e la seconda decade di settembre, e viene utilizzato per produrre vini frizzanti o spumanti dolci. Due le denominazioni d’origine a tutela del Brachetto; la Docg Acqui e la Doc Piemonte. In particolare, la Docg Acqui è riservata al Brachetto frizzante (fino a 2,5 bar di sovrappressione) o spumante (valore di pressione circa doppio rispetto al frizzante) prodotto in otto comuni della provincia di Alessandria, tra cui Acqui Terme, e in diciotto comuni dell’Astigiano.
Viene elaborato col metodo di presa di spuma in autoclave, un grande recipiente metallico dove si possono controllare temperatura e pressione, inventato dall’italiano Federico Martinotti a fine Ottocento e perfezionato dal francese Eugène Charmat agli inizi del Novecento. Il sistema permette di operare in tempi brevi, senza alterare gli aromi del vitigno, e di mantenere una buona costanza qualitativa da una vendemmia all’altra.

Vino consigliato:
FrètBrachetto d’Acqui Docg (Conad) ha spuma esuberante; perlage fine e persistente; colore granato chiaro; profumo fine, fragrante di rosa fresca e muschio aromatico, con ricordo di spezie; sapore dolce, fresco e sapido, con suadente fondo fruttato e speziato.
Abbinamento: va bevuto giovane, con pasticceria da forno (crostate di frutta, panettone, pandoro, colomba, biscotti) e frutta non acida (fragole, pesche, lamponi).
Servizio: 8 °C

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