Castagne

Tutte le varietà di castagne d'Italia

  1. Piemonte - castagna di Cuneo Igp
  2. Verona - marrone di San Zeno Dop
  3. Treviso - marrone di Combai Igp e marrone del Monfenera Igp
  4. Emilia Romagna - marrone di Castel del Rio Igp
  5. Arezzo - marrone di Caprese Michelangelo Dop
  6. Firenze - marrone del Mugello Igp
  7. Siena - castagna del Monte Amiata Igp
  8. Viterbo - castagna di Vallerano Dop
  9. Salerno - marrone di Roccadaspide Igp
  10. Avellino - castagna di Montella Igp
In un ideale viaggio da nord a sud alla scoperta delle eccellenze castanicole dell'Italia partiamo dal Piemonte con la sua Castagna di Cuneo Igp, ci dirigiamo poi verso est raggiungendo prima il veronese con il Marrone di San Zeno Dop, protagonista dell’originale variante montanara della zuppa di fagioli veneta. Nel trevigiano dove troviamo due Igp, il Marrone di Combai e quello del Monfenera.

Scendendo verso sud facciamo tappa in Emilia Romagna per apprezzare nel bolognese il Marrone di Castel del Rio Igp, prima di approdare in Toscana dove ci imbattiamo in una magnifica tripletta: una Dop, il Marrone di Caprese Michelangelo nell’Aretino, e due Igp, il Marrone del Mugello e la Castagna del Monte Amiata, rispettivamente nel Fiorentino e nel Senese.

Percorrendo un altro po’ di chilometri possiamo gustare la Castagna di Vallerano Dop in provincia di Viterbo prima di giungere, dulcis in fundo, in Campania, prima regione d’Italia in termini di produzione, che al momento può fregiarsi di due Igp: il Marrone di Roccadaspide nel salernitano e la Castagna di Montella nell’Avellinese.

La castagna di Montella Igp nell'avellinese

Quest’ultima vanta un originale primato: nel 1987 è stato il primo e unico prodotto ortofrutticolo in Italia a ottenere il riconoscimento della Doc (marchio di qualità generalmente attribuito ai vini), trasformatosi in Igp nel 1992. In quest’area dell’Irpinia, dove la varietà predominante è la Palummina, così chiamata per la forma che ricorda molto il profilo di una colomba (in dialetto “palumma”), è caratteristico il consumo sotto forma di Castagne del Prete, ottenute attraverso una specie di “biscottatura” delle castagne in guscio.
Tre le fasi principali di questo procedimento artigianale che avviene in antichi locali chiamati gratali: l’essiccazione, su graticci di legno per un periodo di circa 15 giorni a fuoco lento e continuo, alimentato con legna di castagno, con cui si riduce notevolmente la percentuale di umidità contenuta nelle castagne e si conferisce un aroma di affumicatura; la tostatura, che avviene in speciali forni ventilati che caramellizzano gli zuccheri presenti nelle castagne, e il “bagno” o idratazione, che attraverso l’immersione in acqua per circa sette giorni rende le castagne morbide e pronte al consumo.
La tradizione campana vuole che la Castagna del Prete sia consumata prevalentemente nel periodo di Natale.

Che differenza c'è tra castagne e marroni?

I marroni non sono altro che il frutto di alberi di castagno ottenuti per selezione e migliorati con successivi innesti. Si differenziano dalle castagne per la maggiore facilità di asportazione della pellicola esterna oltre che per le dimensioni maggiori.
Anche la destinazione commerciale è diversa: oltre al consumo fresco comune a entrambi, i marroni sono richiesti dall’industria dolciaria mentre le castagne vengono utilizzate come prodotto secco o farina.

Tutte le ricette con le castagne

Dolci con le castagne:

Curiosità sulle castagne

Il castagno è un albero molto longevo che raggiunge il massimo della produttività intorno ai 100 anni di vita. Una prima bozza di classificazione delle varietà di questa pianta, sulle cui origini non ci sono certezze, si ritrova già nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, risalente al I secolo d.C.
La parte che mangiamo è il seme della castagna che per il suo alto contenuto in sali minerali e vitamine si rivela prezioso per chi soffre di astènia o è convalescente. L’assenza di glutine, poi, fa della castagna un alimento ideale per i soggetti celiaci, ma la ricchezza di amidi e zuccheri complessi la rende off limits per i diabetici e le persone sovrappeso. Preziosi anche i tannini contenuti nelle foglie e nella corteccia del castagno che trovano largo impiego in erboristeria per le loro proprietà astringenti e disinfettanti.
Da sempre ingrediente base di tante preparazioni sia dolci sia salate, la castagna recentemente sta trovando nuove forme di impiego nella produzione di birre artigianali dal gusto decisamente originale.

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