Ristorante Maninò

Ristorante Maninò

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Camminando sul lungomare di Napoli in piazza della Repubblica, alle spalle di via Caracciolo, è impossibile non essere attratti dall'insegna del Ristorante Maninò che svetta, bianca, sulla facciata del palazzo che fino a poco tempo prima ospitava lo storico ristorante Zi Tore, invitando gli avventori ad entrare. Oltrepassando la soglia, un ampio ingresso accoglie i clienti, che vengono cortesemente accompagnati dal personale nella sala che meglio si adatta alle loro esigenze: pranzi di lavoro, cene romantiche o serate conviviali con gli amici. È una sensazione di luminosità e candore quella che sorprende chiunque scelga di mangiare in questo locale, dove il bianco predomina su dettagli in blu navy, richiamando l'immagine del Golfo, la luce filtra dalle ampie finestre e immagini dei luoghi storici di Napoli ornano le pareti. La pizzeria, a vista, mostra in diretta l'arte di preparare la pizza per mano di artigiani, eredi di chi la pizza l'ha creata. Nascosta dall'angolo pizzeria la cucina custodisce i segreti degli chef Michele Carnevale e Ciro Fresia, guidati da Ciro Pannella.

Maninò, inaugurato il 10 maggio 2012, è la nuova sfida di Maria Ciaramella, titolare del Ristorante Romani a Milano, tornata a Napoli, la sua città natale, per proporre un ristorante raffinato, dall'atmosfera elegante e moderna e con una cucina di qualità. Nella realizzazione di questo progetto è la figlia Teresa Ciaramella che si occupa della gestione, facendo della cura dei dettagli il suo punto di forza.



di Maria Spadaro

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La cucina, considerata la nuova meta del gusto a Napoli, ripropone i migliori piatti della tradizione culinaria, accostandoli con le proposte più innovative della cucina contemporanea. Sono i prodotti di stagione e le materie prime del Mediterraneo che concorrono a creare il ricco menu sottoposto al cliente. Naturalmente non mancano piatti della tradizione partenopea, con specialità di mare fresco proveniente dal Mediterraneo.

Si inizia dagli antipasti, divisi tra quelli mare e terra, per stuzzicare l'appetito, impossibile non farsi tentare da: "Cono di parmigiano pieno di carciofi crudi con gamberi sotto una pioggia di bottarga" o "Piramide di tonno". Si prosegue con i primi, anch'essi divisi tra mare e terra, eccezionali: "Liguine con cozze e peperoni verdi di fiume su vellutata di fagioli cannellini e scaglie di pecorino di Fossa" e "Pettine di mare con il riso il suo frutto è il pistacchio". Tra i secondi la frittura mista imperiale, il pescato del giorno, piatti di carne “dal fuoco” e meritano una menzione particolare: "Scampoli gratinati al forno" e "Come le triglie sul purè". I dolci trasportano chi li assaggia alla riscoperta di sapori tradizionali come il tiramisù e la pannacotta, ma anche di sapienti rielaborazioni in chiave moderna come il tris di caprese con cioccolato e mandorle. E da Maninò, il nuovo nome del gusto, anche l'occhio “ha la sua parte” e ogni pietanza è servita in modo squisito, volto a catturare la vista prima dello stomaco.



di Maria Spadaro

La cantina, piccola e principalmente orientata su vini della tradizione campana, Falanghina, Greco di Tufo, Fiano di Avellino, non manca di proporre alcuni vini provenienti da altre regioni di Italia cui meglio abbinare i piatti.

Per esempio il siciliano Inzolia Tareni del Duca è da preferire per accompagnare l'antipasto "Gambero Rosso di Sicilia con fiori di zucca ripieni al profumo di basilico".



di Maria Spadaro

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