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Taralli pugliesi

I taralli pugliesi oggi, da sempre diffusi e apprezzati, sempre buoni e genuini fanno parte dei prodotti tipici che più rappresentano l'orgoglio della regione Puglia, preparati secondo la semplice ricetta della tradizione

SCHEDA PRODOTTO

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I taralli sono uno dei prodotti da forno originari del sud Italia, ma diffusi in tutto il paese, che hanno ottenuto la classificazione di prodotto agroalimentare tradizionale dal ministero delle politiche agricole e alimentari.

Puglia, Campania e Calabria sono le regioni nelle quali tradizionalmente i taralli venivano cucinati nelle case utilizzando ingredienti semplici e facilmente reperibili, cioà farina, acqua, olio e sale.

Le origini dei taralli pugliesi

L'origine del nome tarallo è incerta. Secondo alcuni deriverebbe dal latino "torrère" (abbrustolire), secondo altri dal termine francese "toral" (essiccatoio). C'è chi pensa che sia legato all'italico "tar" (avvolgere) o al francese antico "danal" (pane rotondo). La tesi più accreditata, però, è quella che collega la parola tarallo all'etimo greco "daratos", che sarebbe un tipo di pane.

La produzione dei taralli

La ricetta dei taralli pugliesi e gli ingredienti che li compongono sono rimasti immutati nel tempo ed ancora oggi la loro produzione rispecchia le metodologie tradizionali, a garanzia della loro genuinità e semplicità. Parla Raffaele Caposiena, titolare e produttore di taralli pugliesi: " Il tarallino è un prodotto tipico pugliese che nasce dalla cultura contadina del luogo, infatti per fare il tarallo occorrono farina, vino e olio extravergine di oliva, che sono prodotti tipicamente locali. Da questi semplici ingredienti locali nasce il tarallo, ottenuto dalla miscelazione di questi stessi ingredienti. La ricetta tradizionale che le nostre nonne ci hanno tramandato riportava un kg di farina, un bicchiere di vino e un bicchiere d'acqua, cercando di non stressare, come si faceva una volta, l'impasto e per ottenere una rugosità e una artigianalità ancora importanti e che rendono a nostro avviso il prodotto ancora legato alla tipicità tradizionale del posto. La cosa che magari non tutti sanno è che il tarallino viene bollito prima di essere infornato, e questa è una parte tipica del processo di lavorazione. Dopodichè il tarallo viene infornato, cuocendo a una temperatura superiore ai 200°C e poi è gia pronto per essere consumato".

I taralli in cucina

I taralli pugliesi sono di piccole dimensioni, sono fragranti e hanno un basso contenuto calorico.
Questo tipo di taralli è perfetto consumato in semplicità, magari in occasione di un aperitivo o come spezzafame durante la giornata.
La Puglia: un territorio ricco di monumenti, di bellezze naturali, di panorami emozionanti è da sempre una delle principali regioni turistiche della nostra penisola e sorprende ed incanta con i suoi antichi borghi marinari, con i suoi onnipresenti uliveti e con il suo mare dalle mille sfumature di blu.
I taralli pugliesi hanno conquistato le tavole di tutta Italia, ma in modo particolare sono diventati in questi ultimi anni i re di aperitivi e happy hour: un ottimo modo di reinterpretare il ruolo di questo prodotto tradizionale che ha conquistato uno spazio importante nelle nuove tendenze del terzo millennio.
Nei menu dei ristoranti chic, invece, si trovano nei primi piatti con la colatura di alici e i capperi in polvere, per una nota croccante che rende il piatto unico. Anche in una zuppa ad ammorbidirsi sono fantastici, perché aggiungono consistenza a una preparazione pressoché liquida. Da provare, infatti, sono nella zuppa cisra a base di ceci. Lo chef Luigi Pomata, invece, li serve alternandoli a fettine di tataki di ventresca di tonno.

I taralli pugliesi si trovano anche nella linea Sapori&Dintorni Conad.

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