Fiano di Avellino




La ristretta cerchia dell'eccellenza enologica italiana, ovvero le produzioni a Denominazione d'Origine Controllata e Garantita, Docg, annovera uno dei più pregiati bianchi d'Italia e del mercato internazionale, apprezzato in modo unanime dagli esperti soprattutto per la sua eleganza: il Fiano di Avellino. Vino dalla forte personalità, quello che è attualmente uno dei quattro vini Docg della Campania, ha scalato rapidamente la gerarchia delle produzioni italiane di grande qualità, dal momento che la certificazione Doc è arrivata solo nel 1978 e la Docg nel 2003.

Le origini del Fiano di Avellino si perdono nella notte dei tempi. Fiano potrebbe derivare da Apia, il nome della zona dove adesso sorge il comune di Lapio e che costituisce l'area più vocata per questa uva, oppure da quell'uva Apiana che lo storico romano Plinio il Vecchio menzionò come dolce perché attirava le api. Ma la storia del Fiano di Avellino potrebbe essere legata addirittura ai Fenici e ai Greci, a quanto pare, i primi a portare in Italia uno dei vitigni autoctoni più antichi della Campania.

Il Fiano di Avellino Docg si produce in Irpinia in 25 comuni della provincia di Avellino, in un territorio dove si susseguono colline, vallate e corsi d'acqua e dove i terreni sono di origine vulcanica, una vera e propria eccellenza geologica per il vino, che, così, si arricchisce di sali minerali e note particolarmente sapide, caratteristiche che rendono il Fiano un ottimo vino da aperitivo. Ma la sua struttura importante, lo rende adatto anche all'invecchiamento e ne fa un egregio compagno di piatti a base di pesce e crostacei, in particolare quelli della vicina cucina napoletana. Con i paccheri con tonno, ad esempio, è perfetto; come anche con un filetto di platessa in guazzetto o la classica orata alla mediterranea, con pomodorini e olive.

Lasciamo che sia la sommelier Adua Villa a illustrarci le caratteristiche di questo vino: "Il Fiano di Avellino è uno dei vini più presente nelle carte dei vini dei ristoranti italiani, con una grandissima diffusione oltre i confini regionali. L'uva fiano riesce a fare questo strepitoso vino Docg con un sentore unico di nocciola, soprattutto nel finale. Ha proprio queste note di leggera tostatura che affascinano, intrigano, lo rendono speciale.
Essendo un vino che ha una grande freschezza e una notevole carica triglicerica è conisgliato con della frittura di paranza per esempio perché riesce a pulire molto bene la nostra bocca dopo il pasto."

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