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La patata rossa di Colfiorito. Una nuova Igp

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Si coltiva in piccolissimi quantitativi sugli altopiani tra Umbria e Marche. La patata rossa di Colfiorito ha una buccia sottilissima e una polpa prelibata. In cucina è protagonista della preparazione degli gnocchi. Da assaggiare e magari comprare se si capita da quelle parti.

Cresce sugli altopiani che cavalcano l’Umbria e le Marche, ha una forma allungata, la buccia sottile e ruvida e il caratteristico colore rosso opaco. La patata rossa di Colfiorito, è dal 22 aprile (pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) una nuova Indicazione geografica protetta.

Si tratta di uno dei prodotti più apprezzati dell’Umbria ed è coltivata nella piccola frazione di Colfiorito, nel comune di Foligno. Il tubero non è però originario di questa zona, ma proviene dall’Olanda e fu portata in Umbria negli anni Sessanta. La sua coltivazione si stende anche nelle Marche, in provincia di Macerata. La patata è un prodotto raro e prezioso dato che è coltivata in un quantitativo ridotto e da poche famiglie di contadini; è usata in cucina soprattutto nella preparazione degli gnocchi.

La si festeggia ogni anno, in agosto, con una grande sagra a Foligno. Le altre patate ad aver ottenuto in passato l’Igp sono quella dell’Alto Viterbese, nel Lazio e quella della Sila in Calabria. La patata di Bologna è invece Dop.
 
di Elena Caccia

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