Al ristorante con stile: il bon ton del sushi e del sashimi

Al ristorante con stile: bon ton per mangiare correttamente sushi e sashimi (e altre cose che dovresti sapere sulla cucina giapponese)
 
Se al ristorante giapponese mangi il sushi con lo zenzero, intingi i bocconi nella soia come ti capita e trafiggi il sashimi con le bacchette, dopo esserti versato da solo del saké…beh, hai bisogno di leggere questo articolo.
Sempre più persone amano il sushi e la cucina giapponese. Ma sono altrettante quelle che sanno mangiare il sushi correttamente ? Un vero sushi-lover deve conoscere alcune regole base prima di approcciarsi a sushi, sashimi,nigiri, maki e temaki.
Un modo per rispettare il galateo, per gustare appieno la cucina giapponese ma non solo: alcune gestualità e usanze raccontano molto della cultura giapponese. Approcciarsi al “loro” galateo, è un modo per apprezzare e conoscere meglio il Sol Levante.
Gesti e ritualità, anche quando si mangiano sushi e sashimi infatti, lasciano trasparire forme di rispetto e modi di vedere il mondo, e gli altri, affascinanti.

Al ristorante giapponese: bon ton prima di cominciare

Pariamo dal principio, da quando ci si mette a tavola, al ristorante giapponese preferito.
 
Se il cameriere vi porta un asciugamano bagnato arrotolato caldo, serve per pulirvi le mani prima di cominciare a mangiare il sushi. Non sempre infatti è richiesto l’utilizzo degli ohashi (i bastoncini che si usano al posto di coltello e forchetta nei ristoranti giapponesi).

Il rispetto per chi è più anziano è sacro: se cenate o pranzate con una persona più agé rispetto a voi, è buona educazione versargli il té nella tazza, come da tradizione nipponica.
 
E’ inutile che chiediate il coltello: non serve per mangiare il sushi.

Come mangiare correttamente il sushi: galateo e consigli

Della questione si occupò nel 2007  anche Monica Eng, giornalista del Chicago Tribune, che intervistò Yukio Hatori, chef del ristorante Itto Restaurant di Chicago.
 
Le buone maniere prima di tutto: una volta ordinato e pronti a mettervi a mangiare, dite Itadakimasu, che equivale al nostro “buon appetito”. Alla fine del pasto direte invece Gochisoo-samadeshita, che significa aver apprezzato e ringraziare per quanto gustato..

Versate una giusta quantità di salsa di soia nell’apposita ciotolina. Nella salsa bisogna intingere sempre il pesce, mai il riso. Se preferite un sapore più deciso e intenso, potete  sciogliere nella salsa di soia un po’ di wasabi. Se siete indecisi se utilizzarla o meno, sappiate che gli intenditori di sushi dicono che il wasabi non si sposa bene con nigiri sushi e maki rolls.

Siate moderati nell’ordinare, perchè è bene non lasciare nulla nel piatto. E’ considerata maleducazione.

Sollevate la ciotola con il cibo all'altezza della bocca, e usate le bacchette per spingere i solidi verso di voi.
 
Se riuscite, il sushi andrebbe mangiato correttamente in un solo boccone. Per questo è servito in piccoli pezzi.
 
Lo zenzero (o gari) non è un condimento da mescolare con i vari bocconi, ma un intermezzo per “pulire” e rinfrescare la bocca fra una portata e l’altra. Va preso a piccole fettine, e non mangiato come se fosse un’insalata.
 
Se siete con dei commensali, soprattutto se di cultura nipponica, ricordate che non ci si versa mai da bere da soli. E’ maleducato. I commensali verseranno a voi e voi farete lo stesso con gli altri.

A proposito di bacchette (hashi)

Le bacchette servono a spingere o prendere il cibo con le loro estremità. E’ considerata maleducazione usarle per infilzare il cibo.
 
Non bisogna lasciare le bacchette sul piatto tra un boccone e l’altro ma, nei momenti di pausa durante il pasto, il gesto corretto è appoggiarle una di fianco all’altra sul tavolo o sul porta bacchette se c’è. Non vanno succhiate.
 
Se state prendendo del sushi da un piatto comune con le bacchette, è buona usanza (e segno di rispetto nei confronti degli altri) usare le estremità opposte. Quelle che non avete messo in bocca per intendersi. Un segno di cortesia verso gli altri.

Il comportamento corretto prevede che, nei momenti di pausa, le bacchette vengano riposte una accanto all’altra sul tavolo o meglio ancora sul porta-bacchette.
 
Se proprio non sopportate le bacchette, la buona notizia è che in non sono fondamentali per mangiare il sushi. Lo sono per spostare le singole porzioni dal vassoio al vostro piatto, poi potete usare le mani. E’ concesso dal “galateo”. I nigiri ad esempio vanno presi fra il pollice, l’indice e il medio e inzuppati nella soia a partire dalla fettina di pesce. Il sashimi, invece va preso con le bacchette.
 
A fine pasto, posate le hashi sopra la ciotolina della salsa di soia: vuol dire che siete sazi e che avete apprezzato quanto servito.

3 Stranezze sul sushi

In Giappone è ammesso il “risucchio”: capita spesso se state mangiando ad esempio una ciotola di noodles o di riso. Avvicinando la ciotola alla bocca e spingendo le pietanze con le bacchette, è previsto il risucchio. Operazione totalmente condivisa in Giappone, evitabile in caso stiate mangiando giapponese in Italia.
 
Il fugu o pesce palla, è uno dei piatti più rinomati  della cucina giapponese. Considerato un pesce prelibato, se non viene preparato e tagliato alla perfezione, può essere mortale, visto che contiene un veleno (la tetradotossina). Oggi possono prepararlo solo chef con una specifica licenza e 11 anni di addestramento. Uno chef per ottenere la licenza deve mangiare un piatto di Fugu preparato da se stesso. In Europa è vietato.
 
La zuppa di miso non è un primo piatto o aperitivo. E’ indicata di solito dopo il piatto principale o alla fine del pasto. E’ una preparazione liquida a base di miso (che si ottiene dalla fermentazione della soia gialla con sale marino a cui viene può venir aggiunto un cereale), alghe e altri ingredienti. Si dice sia uno dei segreti di longevità dei giapponesi, è digestiva, alcalinizzante, ricca di proprietà. Ed è buona.

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