Pausa pranzo off limits. Punti di ristoro sempre più cari

10/09/2015

Pausa pranzo off limits. Punti di ristoro sempre più cari

Pausa pranzo fuori? Secondo l'Osservatorio di Federconsumatori un lavoratore su tre preferisce portare il cibo da casa. Pranzare fuori, infatti, sarebbe tutt’altro che conveniente. Per un pasto - composto da un piatto di spaghetti, acqua, caffè e dessert (certo la composizione del pasto medio di chi esce in pausa pranzo potrebbe essere diversa da quella analizzata) – la spesa media si aggirerebbe intorno ai 13, 50 euro al giorno, per un totale di 297 euro al mese.
 
Tra il 2014 e il 2015 si è registrato in media un aumento dei costi del +0,6%, l’anno precedente la crescita era stata del +2%. E, se si torna al 2001, il rincaro però è addirittura del +144%. Rispetto a 14 anni fa la sola bottiglietta d’acqua è più cara del +246%.
 
Ai rincari del resto non è corrisposto un equivalente aumento degli stipendi. Secondo i dati Ocse il reddito medio degli italiani è aumentato del +28,5%, passando da 23.113 euro a 29.704 euro, ma dei 6.590 euro in più percepiti la metà sono andati in tasse. Quasi inevitabile sembrerebbe quindi la scelta di pranzare in ufficio con il cibo portare da casa. Il medesimo pasto, se preparato in casa, costa il 75% in meno rispetto a quello acquistato al self-service o tavola calda. Ovvero circa 3,40 euro.
 
Di Alessandra Cioccarelli

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