Roma, i dieci anni de Il Pagliaccio

26/04/2013

Roma, i dieci anni de Il Pagliaccio

Da anni si discute se sia meglio la cucina italiana o quella francese. Un confronto che difficilmente porta a un vincitore e a un vinto. Ma se siete alla ricerca di un derby disputato ai fornelli e sulle tavole, non si può mancare di passare nella capitolina via dei Banchi Vecchi. Qui lavora, da dieci anni, uno chef, dal nome francese e dal cognome italianissimo: Anthony Genovese. Nato in Francia da genitori calabresi, nonna cuoca, nonno pasticcere e una propensione naturale alla cucina che lo porta fin da giovane a frequentare l'istituto alberghiero di Nizza.
Di lui si sa tanto, anche grazie a quelle due stelle che la guida rossa, la conosciuta Michelin, gli ha assegnato, ma anche non troppo, perchè lui è come i suoi piatti: semplice. C'è chi lo definisce un “artigiano del gusto”, chi dice che i suoi piatti siano tutt'altro che monotoni e che gli stessi rappresentano un gioco, un viaggio ricco di aneddoti e sorprese. Tante definizioni che trovano un punto comune: l'emozione. Quella che Genovese sa far convogliare nel piatto attraverso accostamenti perfetti, al limite del minimalismo, serviti all'interno di una cornice e un ambiente gradevoli.
 
Ristorante “Il Pagliaccio”
Undici tavoli, distribuiti in spazi, recentemente rivisitati, arredati miscelando lo stile classico a quello moderno.  Il nome del ristorante richiama il clown raffigurato nel quadro che fu donato a Anthony da suo padre. «Probabilmente – spiega Genovese – è l'emblema del mio modo istrionico e artistico di fare cucina artigianale, stravagante, ma equilibrata e, soprattutto, profondamente autobiografica». E a proposito di biografia facciamo un tuffo nel passato dello chef: classe 1968, dalla natia Francia approda a Ravello non senza prima aver fatto esperienza in ristoranti dell'Inghilterra, del Giappone, della Malesia e della Thailandia. Qui, al ristorante Rossellinis dell'Hotel Palazzo Sasso, arriva la prima stella e dalla Costiera Amalfitana alla capitale il passo, compiuto nel 2003, è breve.

L'anniversario
Dieci anni di sacrifici, di costanza, di temperamento, di perseveranza e un traguardo che premia tanti sforzi. Dieci anni caratterizzati, in cucina, da un'evoluzione delle tecniche di lavorazione e cottura, da attenti studi per la materia prima e, in sala, da un approccio ritmico nei confronti della clientela. Dieci anni coronati da un evento, organizzato qualche giorno fa e a cui han preso parte gli amici storici de Il Pagliaccio, con il supporto di Longino&Cardenal, S.Pellegrino e Acqua Panna, Marchesi de’ Frescobaldi, Tenute Costa, Pian dell’Orino, Antinori, Nonino, Livio Felluga, Krug, Gancia e Olio Fratelli Aprile. Dieci anni coronati da una pubblicazione, dal titolo “Ten” edita da Betelgeuse su progetto creativo di Aromi Creativi.
Dieci anni di percorso che portano Anthony Genovese, affiancato in cucina da Francesco di Lorenzo, in sala da Gennaro Buono, nella gestione della cantina da Matteo Zappile e nella creazione di tentazioni golose dall'alsaziana Marion Lichtle, a proporre una cucina, ricca di contaminazioni, ma mai fusion, e un servizio da provare, almeno una volta nella vita.

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