Marrone del Mugello Igp

Marrone del Mugello Igp-Descrizione--9

La coltivazione dei marroni del Mugello Igp risale all'epoca romana, ma è dal Medioevo in poi che si hanno numerosi documenti e notizie certe sulla diffusione e importanza della coltura del marrone. I secolari castagneti da frutto della zona del Mugello hanno costituito, fino alla fine degli anni '50, un'insostituibile fonte alimentare e di reddito per le popolazioni locali, tanto da far meritare al castagno l'appellativo di albero del pane. Dopo un periodo di forte regresso durato circa 30 anni si sta assistendo ora a una notevole ripresa di questa coltivazione.

Il marrone del Mugello Igp ha una pezzatura medio-grossa, una forma ellissoidale, una faccia laterale piatta e l’altra convessa . La base è in genere piatta e di colore più chiaro rispetto al resto del frutto. La polpa è bianca, croccante e di gradevole sapore dolce con superficie quasi priva di solcature.

Il marrone del Mugello viene prodotto nella fascia altimetrica che va dai 300 ai 900 nella  zona che comprende  il territorio dei comuni di Marradi, Palazzuolo sul Senio e Dicomano e parte del territorio dei comuni di Borgo Lorenzo, Firenzuola, Lon da, Rufina, San Godenzo, Scarperia e Vicchio.
La raccolta di questo prodotto tipico viene effettuata generalmente a mano nei mesi di ottobre e novembre, durante la fase produttiva non si usano fertilizzanti così come non se ne usano per la conservazione del prodotto. Per la conservazione dei marroni del Mugello si è soliti far seguire  a un bagno in acqua calda uno in acqua fredda.

Dai marroni del Mugello si ricava una particolare farina piuttosto fine di colore giallo-beige. Anticamente la farina di Marroni veniva utilizzata per cucinare una polenta che sostituiva il pane nella dieta degli abitanti dell'Appennino fiorentino, oggi, invece, viene impiegata nella preparazione di una grande varietà di piatti tipici dolci e salati e persino della birra!

Sigla.com - Internet Partner