I concorsi di birra. Cosa e come si giudica!

I concorsi di birra. Cosa e come si giudica!

L’Italia, da un po’ di anni a questa parte, sta facendo incetta di medaglie nei principali concorsi di birra. Che le nostre birre artigianali fossero a un livello decisamente alto, per un occhio esperto, anzi un naso e un palato esperti, era abbastanza evidente. I concorsi sono una grande conferma. Ovviamente esistono concorsi e concorsi.
In Europa, i due concorsi di birra più importanti sono l’European Beer Star, che si tiene in Germania e ha appena reso noti i risultati della dodicesima edizione e il Bruxelles Beer Challenge, che in sole quattro edizioni si è affermato come un’importante concorso mondiale.
In un concorso non conta tanto la longevità, ma il pedigree della giuria (e molti dei giurati dell’una, lo sono anche nell’altra) e l’organizzazione.
Belgio e Germania sono due Paesi con una clamorosa tradizione brassicola, dove la birra è un prodotto nazionale e molte persone se ne occupano attivamente richiamando i migliori giudici e mettendoli nelle condizioni migliori per farli lavorare bene.

Per chi non lo sapesse, nei concorsi di birra, il giudice degusta alla cieca, nel senso che non sa che birra sta assaggiando. Di norma un giudice sa soltanto la categoria alla quale appartiene la birra, per cui ha una specie di vademecum che descrive come devono essere le birre che si vanno ad assaggiare. Da qui l’importanza dell’organizzazione, nello scrivere le categorie e nel fornire ai giudici gli strumenti per svolgere al meglio il loro lavoro: dai bicchieri al servizio, dalla scaletta a regole certe e non interpretabili, fino al posto dove si svolgono gli assaggi tutto gioca un ruolo fondamentale.
Per quanto riguarda l’European Beer Star 2015 l’Italia ha portato a casa, anche quest’anno, risultati di grande prestigio, con 1 oro, 8 argenti e 3 bronzi. Il nostro Paese si è posizionato terzo nel medagliere, un risultato più che soddisfacente, visti gli avversari in campo, provenienti da 45 Paesi, su un totale di oltre 1600 birre e una giuria di primissimo piano.
Approfitto per complimentarmi con Croce di Malto che, dopo aver espugnato l’anno scorso la categoria tipicamente tedesca delle Keller, quest’anno ha centrato due secondi posti nelle Dubbel e nelle Imperial Stout. In quest’ultima categoria il risultato è ancora più importante perché ha saputo imporre la forte connotazione territoriale della Piedi Neri, con riso Venere e castagne novaresi. Gli altri italiani a medaglia sono Birrificio del Ducato, che oramai è una certezza nei concorsi internazionali, Il Birrificio Rurale, Birra Perugia, Birra Elvo, Doppio Malto, Piccolo Birrificio Clandestino, Manerba Brewery e il sempre presente (o quasi, nel medagliere) Birrificio Italiano. E molte medaglie arrivano nelle categorie, fino a pochi anni fa, in cui i tedeschi dominavano incontrastati.
 
Sul fronte belga l’Italia artigianale ha riportato ancora più successi: ben 10 medaglie d’oro, 5 d’argento, 3 bronzi e 6 menzioni. Se poi consideriamo che il Belgio ha portato a casa una sola medaglia d’oro in più, direi che la portata di questo successo è abbastanza evidente. Vincere 24 riconoscimenti in totale su oltre 1.100 birre provenienti da 30 stati e assaggiate da quasi 80 giudici non è un caso.
Tra i premiati MC77, Ebers, ‘a Magara, B94, Il Mastio, Kamun, Birrificio dei Castelli, Castel del Monte, Birranova, Decimoprimo, Elav, La Curtense, Svevo, Ducato, P3 Brewing Company, La Granda, Ebers, Mezzavia. Risultati che confermano l’ascesa del Sud Italia, con Puglia e Sardegna sugli scudi.
Piccola nota a margine: l’Heineken ha vinto, con l’Ichnusa cruda, una medaglia al BBC (per cui l’Italia sale a 11 medaglie d’oro e 26 riconoscimenti totali). Ho sentito e letto commenti di ogni genere, ma il fatto che una birra di produzione industriale partecipi a un concorso è, in realtà, un fatto abbastanza normale. Non fa decadere la giuria né squalifica il concorso, tra l’altro anche all’EBS e in altri concorsi le grandi industrie partecipano e talvolta vincono. Io lo leggo in questo modo: visto che la stragrande maggioranza delle medaglie sono state appannaggio dei microbirrifici, questi ultimi hanno sbaragliato l’industria! Se sul piano economico non ci siamo, su quello organolettico, le birre artigianali, non hanno eguali!
 
di Andrea Camaschella
 

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