Agrigento, storia e gastronomia nella Valle dei Templi

Pindaro definì l’antica Akraga, la più bella fra le città dei mortali.
E non si può che essere d'accordo. Agrigento è una splendida città millenaria. Fondata nel 581 a.c., è  questa una città ricca di storia, in cui si trovano straordinari tesori archeologici e architettonici.
A fare da cornice, uno splendido mare greco e una natura incantata, che la rendono di una incomparabile bellezza al profumo di mandorle e agrumi.
Agrigento è sinonimo di Valle dei Templi e nel 1997 è stata dichiarata dichiarata dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità. Si tratta di  uno dei maggiori complessi archeologici del Mediterraneo, immerso in un paesaggio agricolo, prevalentemente costituito da ulivi centenari e mandorli.
Al mandorlo è dedicata la Sagra del Mandorlo in Fiore, in tardo inverno, la manifestazione più importante dell'anno. Una ricorrenza nata come festa contadina per salutare la precoce fioritura del delicato fiore del mandorlo che sbocciava in una adiacente vallata e poi trasferita nella valle del capoluogo (si pensa che a farlo sia stato nel 1935 il Conte Gaetani). La distesa bianca e il meraviglioso profumo che permea l'aria fanno di questo evento uno spettacolo che difficilmente si riesce a dimenticare. La sagra del mandorlo in fiore trasforma Agrigento in una vera e propria città della pace e capitale del folklore internazionale dove si danno appuntamento una gente di diverse etnie.

di Antonella Imbesi

Non lontano da Agrigento (50 chilometri circa) si trova Ribera, famosa per il suo frutto, l'arancia di Ribera Dop, detta anche Riberella, che cresce nei territori di 14 comuni della provincia di Agrigento. La produzione della Riberella inizia nella prima decade di novembre con la varietà Navelina e prosegue, da dicembre fino a fine maggio, con la varietà Brasiliano e Washington Navel. L'arancia di Ribera, dal gusto gradevolissimo, è a polpa bionda e senza semi e ricca di vitamina C (basta una sola arancia per soddisfare il fabbisogno giornaliero). Può essere consumata  come frutta o spremuta. L'arancia di Ribera Dop è indicata nella preparazione di aperitivi, digestivi, nei primi e nei secondi piatti. Ottime le insalate di arance, i dolci e i dessert. Va benissimo consumata anche la sera per la sua elevata digeribilità.

Ecco qualche ricetta sfiziosa con l'arancia di Ribera Dop:

Se da una parte  il percorso tra  storia e cultura è ricco di fascino, dall'altro Sciacca unisce storia e salute. La città siciliana è infatti famosa per le  sue Terme. Le sorgenti e i fanghi di Sciacca, sono giudicati fra i più efficaci al mondo. Per questo richiamano una sempre più numerosa presenza di studiosi e turisti.
Sciacca, il mare, il sole e le Terme danno il meglio di sé tutto l'anno. Un mix tutto naturale dove è facile costruirsi una vacanza su misura, combinando piacere, cultura, mare e benessere.
Chi è appassionato di letteratura e vuole, invece, ripercorrere le tracce dello splendido Gattopardo, può visitare Palma di Montichiaro, piccolo centro agricolo fondato nel 1637 dalla famiglia Tomasi di Lampedusa e ripercorrere i luoghi che ispirarono Giuseppe Tomasi di Lampedusa che vi ambientò le vicende di gran parte del romanzo. Turismo e gastronomia sono ormai un binomio inscindibile. La cucina agrigentina presenta una ricca e gustosa varietà di ricette, dovuta sia alle influenze delle dominazioni che si sono succedute sul territorio, sia alla diversità fra le varie zone della provincia.

Nelle zone costiere, la gastronomia agrigentina è naturalmente legata al pesce e al mare, nell'entroterra e nelle zone montane accanto ai prodotti della terra come le arance di Ribera, la pesca di Bivona, l'uva di Canicattì, il melone cantalupo di Licata, le olive e l'olio di Caltabellotta, Burgio e Lucca Sicula, spiccano quelli dell'attività pastorale, quali carni e formaggi, freschi e stagionati. 
Fra le numerose pietanze da gustare, la minestra di seppie, la sogliola alla saccense tipica di Sciacca, le polpette di sarde, i cavatelli all'agrigentina, la stigghiola, u pitaggiu (una zuppa preparata con piselli, fave e carciofi) e le specialità più originali della provincia di Agrigento, il "macco di fave" e il "tagano" (a base di uova, tuma, carne tritata e pasta).

Nella pasticceria, dominano in tutto l'agrigentino, la ricotta e le mandorle, il pistacchio, il couscous dolce, il gelo di mellone, la granita di limone.
Ristorante d'eccellenza dell'agrigentino, a Licata, La Madia del notissimo chef stellato Pino Cuttaia, di cui potrete sperimentare due straordinarie ricette, che raccontano profumi e gusto della sua terra: il cannolo di melanzana e il filetto di spigola in crosta di sale.

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