La nuova sicurezza alimentare europea per i prodotti a marchio Doc e Igp

12/07/2013

La nuova sicurezza alimentare europea per i prodotti a marchio Doc e Igp

Sicuro, buono, genuino: il lusso della semplicità in un marchio, Doc (denominazione di origine controllata) o Igp (indicazione geografica protetta), che il consumatore ha imparato a riconoscere e ad apprezzare nella scelta quotidiana dei prodotti agroalimentari. Le eccellenze tutelate con i marchi europei di qualità Doc e Igp conquistano un posto d’onore nel carrello della spesa perché trasmettono valori condivisi e ricercati: dall’esplicito legame con il territorio alla salubrità, dalla selezione delle materie prime alla lavorazione che segue i dettami della tradizione. Valori ai quali è stata data la giusta risonanza grazie al progetto biennale “La nuova sicurezza alimentare europea – proseguimento”. Dallo scorso anno l’iniziativa dedicata ai prodotti a marchio europeo di qualità Doc e Igp ha avvicinato e coinvolto migliaia di consumatori attraverso interviste, aree di degustazione e una campagna informativa capillare e d’effetto, che ha avuto come testimonial la mela Alto Adige Igp, lo speck Alto Adige Igp e i vini Alto Adige Doc.
Tre “campioni” della tipicità e della qualità, tre prodotti ben riconoscibili e identificabili con il territorio d’origine, l’Alto Adige, forti nella loro semplicità, il miglior esempio di come i marchi di qualità europei Doc e Igp consentano di ricondurre immediatamente il nome di un determinato prodotto al luogo d’origine, a un contesto produttivo ben identificato e rappresentato dai rispettivi Consorzi di Tutela.
Dietro ad ogni prodotto a marchio Doc e Igp vi sono infatti un territorio e un consorzio, costituito dai produttori proprio con lo scopo di dare precise garanzie sulla filiera di qualità, sull’origine e sulla sicurezza alimentare. Un compito che coinvolge in prima persona i produttori stessi, non più anonimi fornitori di “materia prima”, ma protagonisti ben identificabili di un percorso di qualità e trasparenza riconosciuto dai marchi di tutela europei. Il concetto della “delocalizzazione”, infatti, controverso segno dei tempi nel panorama produttivo dell’ultimo ventennio, non esiste nell’agroalimentare di qualità. Il legame con territorio di origine, le tecniche tradizionali di coltivazione e lavorazione conferisce infatti un’identità ben precisa e non equivocabile ai prodotti di eccellenza. Si tratta di fattori non esportabili e non riproducibili, di filiere produttive che al di fuori del territorio di appartenenza perdono di valore e significato. L’Alto Adige e i suoi tre prodotti testimonial ne sono un chiaro esempio. Impossibile confondere o non riconoscere la mela Alto Adige Igp, lo speck Alto Adige Igp oppure i vini Alto Adige Doc, tipicità uniche e inimitabili.

Sono ben 13 le varietà della mela dell’Alto Adige per le quali è stato riconosciuto il marchio di qualità Igp, uno “scudo” in tutta Europa contro l’imitazione e la contraffazione. Per garantire la qualità e l’autenticità dello speck Alto Adige Igp il Consorzio di Tutela ha sviluppato, in collaborazione con un istituto di controllo indipendente, un severo sistema di verifica di tutte le fasi della lavorazione, dalla selezione della carne al prodotto finito. Non è un caso, infine, che i vigneti classificati Doc in Alto Adige siano addirittura il 98% dei 5.300 ettari complessivi, un record per l’Italia e l’Europa.

Il sito internet www.suedtiroler-orginale.info fornisce da supporto al progetto La nuova sicurezza alimentare europea – proseguimento” e alla campagna informativa, mettendo a disposizione tutti i dettagli relativi al progetto, numerosi documenti di approfondimento e le ultime notizie.


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