Teroldego Rotaliano DOC

Il Teroldego ha il suo habitat ideale in un’ampia pianura ghiaiosa, detta Campo Rotaliano, tra i comuni di Mezzolombardo e Mezzocorona, e nella frazione Gromo di San Michele all’Adige, a breve distanza da Trento. Apprezzato e coltivato da secoli in Trentino, il teroldego è citato dallo storiografo Michelangelo Mariani nel volume “Trento col il Sacro Concilio e altri notabili” del XVII secolo. Sull’origine del vitigno sono state formulate diverse ipotesi. La meno credibile è  che venga dal Tirolo e che il nome significhi Tiroler Gold, l’oro del Tirolo, più probabile invece è che questa varietà sia nata sulle colline trentine di Sorni, e che il nome sia legato a un sentore di goudron (catrame, teer in tedesco) tipico del Teroldego invecchiato. In effetti, il Teroldego ha un profumo intensamente fruttato in gioventù, che nel tempo evolve a bouquet più complesso, con lieve ricordo di fumo di legna, o di catrame caldo. I grappoli dagli acini blu-neri, maturati sui terreni alluvionali sciolti, mediamente fertili, lungo il corso del Torrente Noce, nella pianura rotaliana, vengono vinificati in rosso (macerazione delle bucce dal mosto); il vino di norma viene affinato qualche mese in acciaio, ma se matura almeno due anni (anche in legno) può avere la qualifica Riserva e acquistare una certa nota affumicata.

Vino consigliato:
Teroldego Rotaliano DOC Costalta (CONAD) ha colore rubino con riflessi porpora; profumo ampio, fragrante di uva matura, lampone e more di rovo, con lieve ricordo di fumo; sapore secco, vigoroso, franco, gradevolmente tannico.
Abbinamento: primi piatti saporiti, funghi, carni (tonco de pontesel; gulasch trentino), formaggi stagionati (Puzzone di Moena, Vezzena Asiago, Grana Trentino, Nostrano della Val di Non, Provolone Valpadana, Formaggio di Fossa).
Servizio: 16-18°C
 

Sigla.com - Internet Partner