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Salsa di soia: cos’è, tipi, proprietà e come usarla in cucina

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La salsa di soia è uno dei condimenti più utilizzati al mondo, ma anche uno dei più fraintesi. Spesso la associamo soltanto al sushi o ai piatti orientali da asporto, senza considerare che dietro quella bottiglietta scura si nasconde una storia millenaria fatta di fermentazione, equilibrio e tecnica.

Salata, intensa, umami, la salsa di soia nasce in Asia oltre duemila anni fa e oggi viene utilizzata in moltissime cucine, non solo per condire ma anche per marinare, sfumare, caramellare e dare profondità ai piatti. Eppure non tutte le salse di soia sono uguali: cambiano ingredienti, fermentazione, consistenza e utilizzi in cucina.

Capire quale scegliere e come usarla può fare davvero la differenza!

Cos'è la salsa di soia?  

La salsa di soia è un condimento fermentato ottenuto principalmente da fagioli di soia, acqua, sale e cereali come grano, orzo o riso. Il suo sapore caratteristico nasce grazie a un lungo processo di fermentazione naturale che sviluppa la cosiddetta componente umami, il quinto gusto.

La preparazione tradizionale parte dalla creazione del koji, un composto ottenuto mescolando soia e cereali con l’Aspergillus oryzae, una muffa utilizzata da secoli nella cucina asiatica anche per miso e sakè. Dopo alcuni giorni di fermentazione il composto viene trasferito in salamoia, dove batteri e lieviti trasformano zuccheri e proteine sviluppando aromi complessi.

A questo punto nasce il moromi, una pasta liquida che può fermentare da sei mesi fino a diversi anni. Solo alla fine il liquido viene filtrato, pastorizzato e imbottigliato.

Le salse di soia industriali più economiche spesso accelerano il processo tramite idrolisi chimica, ottenendo un prodotto meno complesso dal punto di vista aromatico. Per questo, quando possibile, conviene scegliere salse di soia naturalmente fermentate.

Il gusto della salsa di soia

Il sapore della salsa di soia è sapido ma non solo. Oltre al sale, emergono note tostate, fermentate e leggermente dolci, con una forte presenza di umami che rende più intenso il gusto degli alimenti.

Le versioni giapponesi tendono a essere più morbide ed equilibrate, mentre quelle cinesi risultano spesso più decise e aggressive. Alcune varianti, come la kecap manis indonesiana, sono invece dense e dolci grazie all’aggiunta di zucchero di palma.

Le varietà di salsa di soia 

Molte ricette parlano genericamente di “salsa di soia”, ma in realtà esistono numerose varianti con caratteristiche molto diverse.

Salsa di soia giapponese: shoyu

La salsa di soia giapponese viene chiamata shoyu ed è generalmente preparata con soia e grano in proporzioni simili. Rispetto alla versione cinese ha un gusto più rotondo e delicato.

Koikuchi
È la salsa di soia giapponese più diffusa. Scura, equilibrata e versatile, viene utilizzata per sushi, marinature, ramen, verdure saltate e piatti a base di carne o pesce.

Usukuchi
Più chiara nel colore ma sorprendentemente più sapida. Contiene spesso mirin, che le dona una leggera nota dolce. Viene utilizzata soprattutto nella cucina del Kansai per non alterare il colore degli ingredienti.

Tamari
Prodotta con pochissimo grano o completamente senza glutine, ha una consistenza più corposa e un sapore intenso. È perfetta per intingere sushi e sashimi o per accompagnare piatti a base di uova e tofu.

Shiro
Conosciuta come salsa di soia bianca, contiene una percentuale molto alta di grano. È chiara, delicata e utilizzata soprattutto con pesci bianchi e preparazioni raffinate.

Salsa di soia cinese: chiara e scura

Anche la cucina cinese distingue tra salsa chiara e salsa scura.

Salsa di soia cinese chiara
È quella più usata nelle ricette quotidiane. Più fluida e salata, viene impiegata soprattutto per insaporire durante la cottura.

Salsa di soia cinese scura
Fermenta più a lungo ed è spesso arricchita con zucchero o melassa. Ha una consistenza più viscosa e un gusto leggermente agrodolce, ideale per glassare carne e verdure.

La salsa di soia contiene glutine?

Dipende dal tipo di salsa. Molte shoyu giapponesi contengono grano e quindi glutine. La tamari, invece, nasce con una quantità molto ridotta di cereali e spesso è gluten free.

Chi soffre di celiachia o sensibilità al glutine dovrebbe comunque controllare sempre l’etichetta, perché alcune versioni possono contenere tracce di grano. 

La salsa di soia fa bene o fa male?

La salsa di soia contiene poche calorie, circa 50-70 per 100 grammi, ed è ricca di composti aromatici sviluppati durante la fermentazione. La soia apporta proteine vegetali e la fermentazione rende il prodotto generalmente più digeribile rispetto ai fagioli di soia non trasformati.

Il principale limite della salsa di soia è però l’alto contenuto di sodio. Anche piccole quantità possono risultare molto sapide, motivo per cui chi soffre di ipertensione o deve seguire una dieta povera di sale dovrebbe consumarla con moderazione.

Come si usa la salsa di soia in cucina

La salsa di soia può essere utilizzata in molti modi diversi, anche al di fuori della cucina asiatica.

Per marinare: funziona molto bene con pollo, salmone, tonno, tofu e carne di maiale. Abbinata a zenzero, aglio, miele o sesamo crea marinature aromatiche e intense.

Al posto del sale: grazie all’umami, basta una piccola quantità per dare sapidità a risotti, verdure, legumi o zuppe.

Nelle verdure saltate: è perfetta con zucchine, melanzane, broccoli, cavolo cappuccio e funghi.

Con il riso e i noodles: è uno degli utilizzi più classici. Si aggiunge verso fine cottura per evitare che il sapore diventi troppo aggressivo.

Nelle uova: qualche goccia nelle uova strapazzate o nelle omelette aggiunge profondità senza bisogno di ulteriore sale.

Nei dressing: mescolata con olio di sesamo, lime o aceto di riso diventa una base interessante per condire insalate e bowl.

Quando aggiungere la salsa di soia in cottura? In generale è meglio inserirla verso la fine, soprattutto nelle preparazioni veloci, per preservarne aroma e complessità.

Non va sempre diluita. Le salse più delicate possono essere utilizzate pure, mentre quelle molto concentrate o particolarmente sapide possono essere stemperate con acqua, brodo o altri ingredienti come mirin, succo di lime o olio di sesamo.

5 consigli dello chef per usare la salsa di soia 

Se usata nel modo giusto, la salsa di soia può trasformarsi in un ingrediente molto versatile, capace di dare profondità ai piatti senza coprirne i sapori. Ecco cinque idee semplici a prova di chef per utilizzarla meglio in cucina.

  1. Tocco umami: la salsa di soia è uno degli ingredienti più ricchi di umami, il gusto che dona profondità e persistenza ai piatti. Bastano poche gocce per rendere più saporiti brodi, risotti, legumi, funghi o verdure saltate, anche senza aggiungere troppo sale.
  2. Per fare la salsa teriyaki: unisci salsa di soia, sakè, mirin e zucchero, poi lascia ridurre il composto a fuoco basso. In pochi minuti otterrai una salsa lucida, intensa e leggermente caramellata, perfetta per pollo, salmone o tofu.
  3. Per condire le verdure saltate in padella: acquistano subito più carattere con un cucchiaio di salsa di soia aggiunto a fine cottura. Provala con zucchine, broccoli, cavolo cappuccio, melanzane o funghi insieme a un filo di olio di sesamo: il risultato sarà saporito ma equilibrato.
  4. Prepara una vinaigrette dal gusto orientale: mescolando salsa di soia, miele, aceto di riso e olio di sesamo puoi preparare una vinaigrette aromatica e versatile. È ideale per insalate croccanti, poke, avocado, cetrioli o piatti a base di cereali.
  5. Provala con le fragole: può sembrare insolito, ma la salsa di soia si abbina molto bene anche alla frutta, soprattutto alle fragole. La componente sapida e fermentata crea infatti un contrasto interessante con la dolcezza naturale del frutto. Basta usarne pochissima, magari insieme a lime o pepe nero, per ottenere un dessert fresco e originale.

Come conservare la salsa di soia

La salsa di soia teme soprattutto luce e calore. Prima dell’apertura va conservata in un luogo fresco e asciutto, lontano dai fornelli.

Una volta aperta è meglio tenerla in frigorifero, soprattutto se si tratta di una salsa naturalmente fermentata o contenuta in bottiglie trasparenti. In questo modo mantiene più a lungo profumo e intensità aromatica.

Ricette con la salsa di soia

Adesso che sapete come scegliere e usare la salsa di soia, potete sperimentarla in cucina anche oltre sushi e sashimi. Ecco alcune idee:

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